BALLERINA

La ballerina.

Giulia voleva fare la ballerina, da sempre, fin da quando venne al mondo io lo ricordo: voleva essere una ballerina!

Fiera retta sulle punte delle sue scarpine rosse ben allacciate alle caviglie su per la gamba danzava tutto il giorno, instancabile a rincorrere il suo sogno: diventare la più brava, le più ammirata fra tutte. Ed io fin da piccolo stavo lì a guardarla per ore, ne amavo la perfezione del gesto, il perfetto sincronismo fra movimenti e melodia.

 

Starla a guardare era viaggiare, trasferirsi in un mondo a parte fatto di luci abbaglianti, suoni tenui, fruscio di seta: era galleggiare nei pensieri, fluttuare con lei nell’aria e danzare così vicini da non vedere altro che i suoi occhi senza mai toccarsi per non disturbare la perfezione di quei momenti.

Credo l’amai da subito Giulia. Con lei trascorrevo parecchio del mio tempo libero ed infondo penso a lei piacesse. Lo capivo dal sorriso che concedeva al mio arrivo, da come chinava il capo, dall’arrossire delle gote al saluto come dipinte da un tenue pastello sulla sua pelle sempre più pallida. Credo in fondo mi amasse, che non vedesse l’ora della fine della scuola per ritrovarsi lei a danzare ed io a guardare, ad incoraggiare la sua rincorsa al grande giorno, a quando si sarebbe esibita per i signori della terra, magari per qualche principe o re che poi imprigionato dalla sua perfezione la rapisse per fuggire via insieme per sempre come nelle fiabe.

Giulia è stata la mia grande passione e credo lo sarà per sempre anche se un giorno ci perderemo perché a volte la vita è fatta di addii, ma per  il momento continuiamo a giocare ciascuno con i propri sogni ed anche oggi, benché grande, appena posso corro giù da lei a guardarla danzare … lì in mezzo al grande negozio di carillon proprio sotto casa.

 

<rit.>