Ho seguito con lo sguardo

il viaggio di una foglia cadere

col suo vola assai greve

 nel prato lì vicino.

 

Ma un soffio di vento

e poi un altro ancora

gioca ora a spostare un poco più in là ancora

il tempo della resa,

e poi ecco l’ultimo,

il più sbarazzino,

la spinge ora verso il fiume vicino.

 

La debbo quindi salutare

sull’onda lasciarla andare,

un ultimo sguardo a lei che mi sembra sussurrare:

“non ci credevi,

ma anche una fogliolina… lontano può andare!”.

 

                                                                                                                                                            <rit.>