IL GRANDE GIOCO

     
 

 

“Ehi Pat vieni giù … dai è tardi!”

“Ehi Pat vieni giù dai tuoi sogni … dai è tardi!”

“Ehi Pat vieni giù dai tuoi sogni rischi di farti male… e poi è tardi!”.

 

Nella stanza ricavata nel sottotetto della grande casa blu poco prima che il sentierio porti dritto dentro il bosco di querce, c’è la piccola Pat con il suo caschetto di cuoio ed i grandi occhialoni da aviatore seduta sul letto con le lenzuola sulla testa ad inventarsi barone rosso.

Lì sotto il lenzuolo bianco Pat ha imparato il grande gioco.

Le basta immaginarlo e sul davanzale d’incanto appare una colomba o un falco o quello che lei vuole e fissatolo eccola lì a vedere il mondo dagli occhi del suo sogno, lì a vedersi sul lettone sotto il lenzuolo per poi di scatto girarsi verso il vuoto e volare via oltre la casa sopra gli alberi della foresta di querce.

E’ splendido volare, sentire l’aria fredda che scorre fra le piume, salire in alto, perforare il grigio umido delle nuvole puntando il tiepido giallo del sole, e poi in picchiata verso il fiume , verso la cascata sempre più veloce, più veloce, dritto verso il muro d’acqua sempre più vicino, più vicino e poi all’ultimo la virata come uno schiaffo di vento e pioggia quasi a svenire a perdere l’equilibrio del volo ma basta un battito di ali, basta risentire la carezza del vento per riprendere il volo sopra la casa blu, sopra la foresta di querce e poi lasciarsi andare ad una lenta planata verso la finestra di casa per poggiarsi dolcemente sul balcone e vedere un fagotto bianco sul letto che ride felice e poi una colomba bianca riprendere il volo oltre la casa blu.

 

“Ehi Pat vieni giù…dai è tardi!”

“Ehi Pat vieni giù dai tuoi sogni … dai è tardi!”

“Ehi Pat vieni giù dai tuoi sogni rischi di farti male… e poi è tardi!”.

Ma è più che un gioco è vivere altre storie altre vite ed è impossibile lasciare quei sogni in soffitta solo per una stupida cena ed allora via di nuovo sotto le lenzuola, in testa il caschetto di cuoio ed i grandi occhialoni d’aviatore ed eccolo apparire sul davanzale il più grande dei falchi, imperioso e splendido a fissare un piccolo fantasma sotto le lenzuola e poi via verso il cielo immersi nei colori rosa, giallo e bianco del tramonto. Un colpo di coda e senza fatica si punta ora il sole maestoso lì dietro i monti a salutare con le sue ultime fragili dita il mondo rubando un bacio alla luna che rossa di vergogna cerca di nascondersi dietro una piccola nuvola più a sud.

La meraviglia della sera lascia però in un istante il posto al buio della notte che veloce avanza a coprire di nero la luce del giorno, a scrutare da dietro i vetri delle case strani piccoli esseri indaffarati a preparasi per la cena. 

Diventa difficile ora volare anche perché l’orientamento è perso, non si vede più la casa blu e si è obbligati a volare bassi per trovare il sentiero nella foresta che porta dritto a casa. E volare fra gli alberi è pericoloso e fanno male i rami che ti schiaffeggiano al passaggio proprio sul becco proprio sulle ali fino a farli sanguinare ma ecco casa finalmente, si riconosce la luce della stanza mio piccolo faro nella notte. Un piccolo sforzo e finalmente sul balcone a tirare un sospiro di sollievo e finalmente sotto il lenzuolo esausti, tremanti, sognanti.

 

“Ehi Pat vieni giù…dai è tardi!”

“Ehi Pat vieni giù dai tuoi sogni … dai è tardi!”

“Ehi Pat vieni giù dai tuoi sogni rischi di farti male… e poi è tardi!”.

 

“Ehi Pat finalmente eccoti qua. Sei la solita disubbidiente. Prima o poi ti capiterà davvero qualcosa di grave vedrai… non dai mai retta a nessuno …  mille volte ti ho detto di non giocare col gatto del vicino per finire come al solito con mille graffi … fra viso e mani … !”.

 

 

 

 

   rit.