indietro            avanti

torna HOMEPAGE

torna indice

 

 

   

 

GIORNOUNO – VALLEMARE

 

 

Il capotreno urla :“Prossima fermata Vallemare: si scenda perché l’oceano chiede una preghiera affinché anche questa sera torni signora marea !”…

 

… ed io sto lì ad osservare … lui… “Puzza di pesce fra le mani, anni fra i porti del mondo, anni sull’acqua a marcire. Troppo tempo sul ponte di una nave ora ciondola nel camminare, continua a seguire il moto del mare anche se ora lontano, anche se ora perduto  come gemelli di sangue si rincorrono coi pensieri.

Le ossa fanno male, rattrappiscono le dita per il troppo sale e non si annodano più le reti rotte dallo squalo quello stesso incontrato, forse inventato, che ha lasciato cicatrici sul fianco insieme a quelle di naufragi scampati ed al buco che ha nel cuore trafitto dalla bella sirena incontrata al porto quella notte  dopo del buon vino e con cui facesti l’amore (l’amore con un pesce!) “…e l’amore con un pesce” dici “…lascia per sempre il profumo della sua passione”.

Profumo di pesce fra le mani ora si naviga da oste ad oste per provare a dimenticare il mare e  quell’amore che non ti vogliono abbandonare”.

 

 

 

Cerco… cerco negli occhi della gente, nelle mani nelle mani, nei sorrisi nei sorrisi, le parole mai dette.

 

 

Guardo il mare ed il suo mistero. Acqua: inizio e fine, amore, odio, passione.

Impercettibile movimento immerso, lontano urlo di dolore nell’incestuoso strofinarsi con la terra, a volte dolce, a volte sofferto e possente, sospinto dalla passione che chiami vento disceso dal cielo come schiaffo dal sole.

Mi soffermo ad accarezzarne l’onda e come cucciolo mansueto il mare sembra fare le fusa. Per un attimo l’illusione di averlo domato, ma già all’orizzonte nubi minacciose suggeriscono che non si può ammaestrare ciò che non si può possedere.

 

Si parte!